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Perchè odi le obbligazioni ?

Data pubblicazione: 22 settembre 2026

Autore: Gianluca Fanti

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Rappresentazione visiva dell'articolo: Perchè odi le obbligazioni ?

Su LinkedIn ho scritto questo :

Ci facciamo influenzare dal recente passato (ultima colonna rossa) e non sfruttiamo le opportunità che questo ci offre (colonna verde).
E’ per questo che oggi odiamo le obbligazioni e amiamo le azioni.
Nel grafico ho selezionato alcuni strumenti obbligazionari sul mercato, la loro duration, il loro rendimento medio futuro e la performance avuta negli ultimi 5 anni.
#tempotolleranzadisciplina #savewithgian

Negli ultimi anni abbiamo assistito a un fenomeno interessante nel comportamento degli investitori: le performance recenti hanno influenzato profondamente la percezione delle diverse asset class.


Le obbligazioni ne sono un esempio emblematico.


Dopo il forte rialzo dei tassi d'interesse, molti strumenti obbligazionari hanno registrato performance negative. E questo ha lasciato nell'investitore un'associazione piuttosto immediata: obbligazioni = perdita.

Contemporaneamente, la buona performance dei mercati azionari ha rafforzato la percezione opposta: azioni = rendimento.


Ma è proprio qui che può entrare in gioco uno dei principali errori comportamentali dell'investitore: confondere ciò che è successo recentemente con ciò che il mercato offre oggi.


Guardare avanti, non soltanto nello specchietto retrovisore.

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Nella slide ho messo a confronto alcuni strumenti obbligazionari, evidenziando tre elementi:l a duration;il rendimento a scadenza indicativo; la performance realizzata negli ultimi cinque anni.


Il contrasto è significativo.

Gli strumenti considerati mostrano performance quinquennali comprese tra −2,58% e −13,69%, ma oggi presentano rendimenti indicativi compresi tra circa 3,6% e 4,3%.


Questo non significa, naturalmente, che il rendimento indicato oggi sia garantito o che le obbligazioni non presentino rischi.

Significa però che la fotografia del passato e quella del presente possono essere molto diverse.

Il passato ci racconta cosa è accaduto.

Il rendimento corrente ci aiuta invece a capire quali condizioni il mercato sta offrendo oggi.


C'è poi un altro elemento importante.

Quando i tassi salgono, i prezzi delle obbligazioni già emesse tendono a scendere. E, a parità di altre condizioni, quanto maggiore è la duration, tanto maggiore tende a essere la sensibilità del prezzo alle variazioni dei tassi.

È quindi comprensibile che, nel periodo considerato, gli strumenti con duration più elevata abbiano risentito maggiormente del rialzo dei tassi.

Ma proprio questo fenomeno ci ricorda una cosa importante: una perdita passata non descrive necessariamente le opportunità presenti.

Il prezzo che abbiamo pagato ieri e il rendimento che possiamo ottenere oggi sono due informazioni differenti.


Forse il punto più interessante non riguarda nemmeno le obbligazioni.

Riguarda il nostro comportamento di investitori.

Siamo naturalmente portati a desiderare ciò che recentemente ha funzionato e a evitare ciò che recentemente ci ha deluso.

Ma investire significa anche riuscire a mantenere una prospettiva sufficientemente ampia da non trasformare le performance passate in una previsione automatica del futuro.



Dopo anni difficili per l'obbligazionario, oggi il quadro dei rendimenti è molto diverso rispetto a qualche anno fa.

Questo non rende le obbligazioni automaticamente più convenienti delle azioni, né elimina i rischi legati a tassi, credito, inflazione e duration.

Significa semplicemente che, prima di prendere una decisione, vale la pena guardare anche ciò che il mercato offre oggi, non soltanto ciò che ci ha fatto vivere ieri.


La gestione del patrimonio richiede proprio questo equilibrio: tempo, tolleranza al rischio e disciplina.

Perché spesso l'opportunità che fatichiamo maggiormente a vedere è quella che si presenta proprio nell'asset class che abbiamo imparato a non apprezzare più.

E, quando accade, la domanda da porsi non dovrebbe essere:“Quanto ha reso negli ultimi cinque anni?”ma anche:“Quali sono oggi le condizioni di mercato e quale ruolo può avere questo investimento all'interno del mio portafoglio?”


I dati riportati nella slide sono riferiti al 18 settembre 2026. I rendimenti indicati sono valori di mercato e non costituiscono una garanzia di rendimento futuro. La valutazione di un investimento deve tenere conto di orizzonte temporale, rischio, duration, qualità creditizia, costi e caratteristiche specifiche dello strumento.


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Gianluca Fanti

Personal Financial Advisor Fineco

cell: 349-8777949 mailto: gianluca.fanti@pfafineco.it


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