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Perché il lavoro estivo tra i ragazzi di 16-19 anni è così tanto calato?

Data pubblicazione: 04 ottobre 2024

Autore: Gianluca Fanti

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Abbiamo meno fame perché forse abbiamo troppo?

Questa è stata la mia prima reazione dopo aver visto un grafico che evidenziava questa tendenza. Tuttavia, non è solo questo il motivo.

Le percentuali di ragazzi tra i 16 e i 19 anni che sfruttano l'estate per fare qualche lavoretto sono drasticamente diminuite negli ultimi 30 anni.



Fonte: Chartr


Ricordo chiaramente che, durante la mia adolescenza negli anni '90, io e la maggior parte dei miei amici cercavamo di guadagnare qualche soldo durante l'estate, occupandoci dei lavori più disparati.

Quei guadagni venivano poi reinvestiti in piccoli "lussi".

Il mio lusso era l’abbonamento allo stadio per seguire la mia amata squadra di calcio, l'Hellas Verona; per altri era l'acquisto di quelle scarpe sportive tanto desiderate o qualche giorno di vacanza a Rimini.





C’era chi vendeva bibite ai concerti, chi faceva il bagnino, chi lavorava nell’azienda dello zio, chi in un calzaturificio, chi in gelateria, e la sera ci si trovava per raccontarsi la giornata.

Era un modo per dare un senso all’estate, priva di impegni scolastici, e per iniziare a inserirsi nel mondo del lavoro.

Un impegno, sì, ma anche una grande soddisfazione.


Ma perché oggi queste percentuali sono così basse?


Ho provato a individuare alcune possibili cause:


·      Pressione scolastica e accademica: Gli studenti oggi sentono una maggiore pressione per ottenere buoni risultati scolastici e prepararsi per l'università. Di conseguenza, molti trascorrono l'estate studiando, frequentando corsi estivi o partecipando a stage accademici per arricchire il loro curriculum.


·      Stage e tirocini non retribuiti: Al posto dei lavori estivi tradizionali, molti giovani preferiscono fare stage o tirocini, anche non retribuiti, perché offrono esperienze più rilevanti per il loro futuro professionale.


·      Aumento delle attività estive organizzate: Oggi ci sono molte più opportunità per i giovani di partecipare a campi estivi, programmi di volontariato, scambi culturali e altre attività strutturate, che possono sembrare più attraenti rispetto a un lavoro estivo.


·      Supporto economico dalle famiglie: In alcuni casi, le famiglie sono in una posizione economica tale da poter sostenere i figli senza che questi abbiano bisogno di lavorare durante l'estate. Questo può ridurre la motivazione dei giovani a cercare un'occupazione stagionale.


·      Cambiamento delle priorità: Le nuove generazioni possono avere valori e priorità diverse rispetto al passato. Alcuni giovani danno più importanza al tempo libero, ai viaggi o ad altre esperienze piuttosto che a guadagnare denaro durante l'estate.


L'insieme di questi fattori ha probabilmente ridotto la motivazione a cercare e fare qualche lavoretto estivo. Tuttavia, rimane evidente che il valore di quelle esperienze è ancora molto vivo in chi le ha vissute, costituendo un bagaglio utile per la crescita personale e professionale.


Gianluca Fanti

Personal Financial Advisor Fineco

cell: 349-8777949 mailto: gianluca.fanti@pfafineco.it


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