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BITCOIN in portafoglio: ha senso considerarlo?

Data pubblicazione: 03 gennaio 2025

Autore: Gianluca Fanti

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La settimana scorsa un lettore del blog mi ha scritto una mail:


Buongiorno Gianluca,

si parla sempre di portafogli di investimento con asset azionari, obbligazionari e oro.

Ma prevedere anche una porzione di Bitcoin nel proprio portafoglio può avere senso?

Cosa ne pensi tu?


L'argomento Bitcoin è sulla cresta dell'onda, grazie alle performance straordinarie degli ultimi anni.

Con il superamento dei 100.000 dollari, il viaggio verso “la luna” sembra tutt'altro che concluso.

Conosco e seguo il Bitcoin da molti anni e la mia opinione su di esso è rimasta costante: potrebbe diventare la moneta del futuro, ma potrebbe anche sgretolarsi da un momento all'altro.

Questa consapevolezza è fondamentale quando si parla di un bene che, ad oggi, non consente di acquistare beni o servizi comuni e il cui valore non può essere misurato o giudicato in modo trasparente.

Per ora, il Bitcoin resta un asset speculativo con un potenziale significativo per rivoluzionare il mondo finanziario.

Tuttavia, proprio per la sua natura incerta, il suo utilizzo nel portafoglio va dosato con estrema prudenza, come una sorta di “cura omeopatica” per evitare disastri.

In questo momento, il Bitcoin è sotto i riflettori per la crescita esplosiva, ma non dobbiamo dimenticare le pesanti correzioni degli ultimi anni.

Negli ultimi 15 anni, ci sono stati solo tre grandi ribassi, ma di portata devastante, con una perdita media del 65%.


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Fonte: Ritholtz WM


Questo significa che dai 100.000 dollari di oggi potremmo scendere a 35.000 dollari senza troppi preavvisi.

Dobbiamo essere consapevoli di questo aspetto quando prendiamo decisioni di investimento.

È anche vero che, fino ad oggi, chi ha sopportato le perdite è stato ampiamente ripagato dai successivi rialzi.


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Fonte: Charlie Bilello

Ecco perché i rendimenti del Bitcoin continuano ad affascinare molti investitori.


Bitcoin nel portafoglio: quanto è troppo?

La volatilità del Bitcoin non ha paragoni tra le principali asset class finanziarie. È un asset dirompente e, proprio per questo, richiede un'attenta riflessione prima di essere inserito in un portafoglio.


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Fonte: Morningstar direct


L'impatto del Bitcoin in un classico portafoglio azionario-obbligazionario è evidente.

Un'esposizione minima, pari all'1-2%, può essere accettabile: contribuisce al rischio senza creare squilibri significativi, anche in caso di crolli come quelli già visti.

Tuttavia, con un'esposizione del 10%, la situazione cambia drasticamente, rendendo il portafoglio fortemente dipendente dalla volatilità del Bitcoin.


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Fonte: Morningstar direct


Affidarsi a un asset che, pur avendo la caratteristica della scarsità, non si basa su fondamentali solidi è una scelta altamente rischiosa.

Questo potrebbe compromettere il proprio patrimonio in modo significativo.


Prudenza e consapevolezza prima di tutto.

Qualsiasi decisione di includere il Bitcoin nel proprio portafoglio deve partire da questi presupposti.

Non bisogna ignorarne il potenziale, ma è essenziale mantenere una prudenza costante e un rispetto per la sua dinamicità.


Oggi il Bitcoin sta offrendo rendimenti eccezionali, ma domani potrebbe subire bruschi cambiamenti.

La mia opinione su di esso è la stessa di sempre, e forse un giorno potrebbe evolvere.

Per ora, resta una risorsa da trattare con molta attenzione.


Gianluca Fanti

Personal Financial Advisor Fineco

cell: 349-8777949 mailto: gianluca.fanti@pfafineco.it



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